Colmo lacune. Non avevo letto nulla di Woolf.
Da adolescente, subito dopo che la larghezza del mio bacino mi aveva fatto accantonare il sogno di ballare Giselle alla Scala e prima di voler diventare un’archeologa, avevo deciso di fare la scrittrice.
Avevo sempre scritto dei bellissimi temi. Frasi con molti a capo che chiamavo senza vergogna “poesie”. Avevo un diario segreto con tanto di lucchetto. E leggevo il triplo delle mie compagne di classe. E avevo un passato da scrittrice. Il primo romanzo l’avevo scritto cinque anni prima durante le vacanze estive. Un’autobiografia, ovviamente.
Non sono il tipo che decide di fare una cosa e improvvisa.
Io devo essere e sentirmi preparata.
Allora ho stilato la lista di autori italiani e stranieri che dovevo assolutamente leggere prima di cominciare a scrivere.
- Mica puoi fare lo scrittore se non hai letto Calvino! E Zola? E Ulysses? E Sciascia? E i russi? E Il conte di Montecristo? Gerusalemme liberata? Oddio, devo cominciare subito!
Purtroppo un incantesimo faceva sì che più leggevo più trovavo da leggere.
Ed è così che sono diventata una lettrice. La lista si è allungata sempre di più. E continua ad allungarsi.
Ongaro, per esempio. Non era nella lista perché ignoravo chi fosse fino a nove mesi fa. Murakami, avevo erroneamente letto Tokyo Blues nell’edizione Feltrinelli e non L’uccello che girava le viti del mondo.
Virginia Woolf invece faceva parte della prima lista.
La signora Dalloway è da leggere. Anche solo per gustare nel suo contesto questo:
“E a che cosa era ridotto, il suo piacere; poiché egli sapeva benissimo che per metà era stata una fantasia, e inventata, la scappatella con la signorina; fantasia, come è fantasia la parte migliore della vita; fantasia, noi stessi; fantasia, la donna del desiderio; per creare uno squisito passatempo e qualche cosa di più. Tuttavia, restava pur vero, sebbene strano, che tutta quella fantasia, creata unicamente per proprio diletto era ridotta a nulla.”
Anche solo per capire quanta mediocrità ci fanno passare per eccellenza.
Virginia Woolf, La signora Dalloway, Oscar Mondadori (6,80 €).