Devo dormire. Domani non lavoro da casa. Sono le 2 di notte. Il gatto dorme. Il fidanzato pure. Spengo la luce.
La sveglia mi distoglie da un sogno a colori. Un abito da sera verde. Londra. Un cervo. Un club impagliato. Un fiume argento.
Capita sempre. Ma non ho tempo. Doccia, colazione, metro e finalmente autobus. In autobus si può leggere.
Pensavo fosse più lontana la mia fermata. Scendo. Due passi e sono arrivata. Controllo posta. Telefonate. In stampa il documento. Altre telefonate. E-mail. Basta.
Manca un quarto d’ora all’una. Vado. Autobus. Apro il libro e scivolo in un’altra dimensione.
Già al capolinea. Metro. Marciapiedi. Ascensore. Divano di casa. Rientro nella vita reale. Quella di Elizabeth e Micheal.
Un boato. Dal mio stomaco vuoto.
Devo cucinare. Devo mangiare. Qualcosa a caso. Metto l’acqua per la pasta. Prendo il libro dal tavolo. Mi immergo.
Squilla il telefono.
- Ciao, scusa ti posso richiamare tra dieci minuti? Sì… Ok… Scusa, sai… Senti, devo andareciao.
Le ho sbattuto il telefono in faccia. Mi capirà. Mancano le ultime 30 pagine.
L’acqua ha lasciato una patina di calcare dentro la pentola. La mia amica ha risposto al telefono e ha riso della mia maleducata follia.
La ragazza del ritratto è come il canto delle sirene. Profondo e misterioso. Dolce e inquietante. Bellissimo e pericoloso.
Forse Shirley Jackson si è incarnata in Paul Torday. O forse è il demone che si è trasferito in Gran Bretagna?
Paul Torday, La ragazza del ritratto, Elliot (€ 17,50).
Ecco.
Adesso mi è venuta voglia di leggerlo.
Mi serve una libreria aperta, ora.
[...] Palazzolo. Lipperini. Márquez. Hesse. Kundera. Torday. Paul Torday l’ho conosciuto con La ragazza del ritratto ed è stato amore. Avevo anche in mente di intervistarlo, ma… Ma questa è un’altra [...]