Mi è tornato in mente questo libro.
Di nuovo.
E’ un libro che ritorna ciclicamente. Come quei sogni di cui non riesci a sbarazzarti.
Se andassi in analisi ne parlerei con il mio strizzacervelli, ma la mia famiglia è sull’orlo del fallimento e non mi è parso opportuno aggiungere una spesa fissa tanto ingente.
Appena l’ho letto ho pensato subito di scrivere a Lella Costa per supplicarla che ne facesse un monologo dei suoi. Ho nauseato tutti i miei amici parlandone. Mi sono offesa quando qualcuno mi diceva di non averlo letto.
Poi è passata. Ho letto altri libri. Ho avuto altre infatuazioni.
Mi hanno consigliato Everyman di Philip Roth. Mentre lo leggevo l’antipatia che provo per questo mostro sacro della letteratura contemporanea si è tramutata in collera. Perché mi sono ricordata di quanto avevo letto ne L’anno del pensiero magico.
L’autenticità di Joan Didion contro la compiaciuta finzione narrativa di Philip Roth. L’eleganza e la gentilezza contro l’arroganza di raccontare la morte in prima persona.
I miei amici si sono dovuti sorbire un’altra raffica di considerazioni.
Poi è passata.
In questi giorni L’anno del pensiero magico è tornato da me. Perché ho letto un libro scritto con la stessa grazia. Perché mia madre sta affrontando la morte di suo padre.
Non le ho consigliato di leggere Roth. Ma Didion.
Joan Didion, L’anno del pensiero magico, il Saggiatore (€ 14).
Questo libro è nella mia lista tra quelli da leggere da molto tempo…
Ora che ho letto quello che hai scritto sono ancora più curiosa di leggerlo.
E anch’io adoro i monologhi di Lella Costa!
Scusami se rispondo solo ora al tuo commento.
Nonostante internet veloce e flat sono lenta come se scrivessi con inchiostro e calamaio!
Spero che tu abbia avuto modo di leggere “L’anno dle pensiero magico” è un libro che sussurra verità.