Holden direbbe che è schifa. Schifa la maniera in cui quei palloni gonfiati parlano di tutta questa roba. Palloni gonfiati con cui non si può parlare.
La mia grande fortuna è che tutti i palloni gonfiati che millantavano di amare alla follia questo libro in realtà non l’avevano letto.
O l’hanno letto e non ci hanno capito nulla.
E non hanno capito nulla neppure quelli che prendono la scrittura di Salinger come modello. Quelli che provano a scrivere come lui.
Forse neppure io ho capito nulla de Il giovane Holden.
Ma almeno mi sono divertita a leggerlo.
Avrei dovuto leggerlo almeno dieci anni fa. E invece l’ho schivato. Avevo altro per la testa. Dieci anni fa io avevo una dipendenza da Kundera.
Leggerlo alla mia veneranda età è stato imbarazzante. Imbarazzante perché spesso mi sento esattamente come lui.
Alla deriva.
In mezzo a una spirale discendente.
Risucchiata in una vita schifa.
Vorrei avere anche io un’amica come Phoebe. Vorrei che Salinger avesse scritto The Catcher in the Rye con Phoebe come protagonista.
Di più.
Credo che Salinger abbia preso una cantonata pazzesca. La storia da raccontare era quella della sorella di Holden. Ha perso un’occasione e scritto un libro che è solo stile.
Jerome Salinger, Il giovane Holden, Einaudi (€ 12).
Posso dirlo?
A me il Giovane Holden non è piaciuto.
Manco per niente.
Mi sono annoiata a morte.
E l’ho letto a 17 anni.
Ma è uno di quei libri che deve piacerti per forza.
Come “Cent’anni di solitudine”.
E se dici che non ti è piaciuto la gente di guarda e pensa “poverina, non capisce proprio nulla di letteratura”.
Per carità, forse è verissimo che non capisco nulla.
Però a me il Giovane Holden proprio non è piaciuto.
@Alice
Magari prova a rileggerlo tra qualche tempo. Non si sa mai.
Ti porto il mio esempio. Quando andavo al liceo, lessi “L’Amante” della Duras. Non mi piacque per niente. Lo considerai un libro commerciale e sopravvalutato e lo dimenticai. Anni e anni dopo, per puro caso ne trovai una copia a casa di una mia amica di cui ero ospite per qualche giorno. Non so perché lo aprii e cominciai a leggerlo. Per farla breve, restai esterrefatta… il romanzo era un capolavoro! Come avevo fatto a non rendermene conto, tanti anni prima?
Non c”è una morale in questa storia. Solo che a volte qualcosa ci sfugge, in prima battuta, in un libro. E quel qualcosa finisce per inficiare a lettura complessiva. E guarda che te lo dice una lettrice “forte” come me, che ha letto migliaia di libri. Ma ogni libro – anzi, ogni lettura è diversa dalla precedente. E credo bisogna accostarsi ad essa in spirito di umiltà. Senza arroganze e pregiudizi voglio dire.
Non ne convieni anche tu?
Assolutamente si.
Darò un’altra chance a Salinger e a me stessa.
Magari adesso sono un’altra Alice:-)
forse mi sbaglio io,forse è un grande enigma dell’era moderna,forse non ho capito la vera essenza del libro,forse non sono abbastanza perspicace,ma qualcuno mi può spiegare per favore dove sta la grandezza di questo libro? Quelli a cui è piaciuto s’intende!
ps:è forse stato un libro che ha rappresentato un punto di svolta nel modo di scrivere dell’epoca? A volte vengono classificati come capolavori per questa caratteristica
A me sembra scritto da uno che non ha mai scitto libri!
Ciao, Stefano. Secondo me la grandezza del libro sta proprio nel modo in cui è scritto. Una scrittura molto studiata. Curatissima. Pettinata fino a sciogliere tutti i nodi. Fino a renderla liscia, perfetta, scorrevole. Fino a farla sembrare la scrittura disarticolata e gergale di un ragazzino.
Avrei preferito leggere la storia di e dal punto di vista di Phoebe. Lo ripeto.
Anna
p.s. Grazie per essere passata da qui!
Il giovane Holden è un libro per quattordicenni protofomentatiradicalchicquattrocchibutterati. In realtà fa schifo. Anche se Salinger, sospetto fosse una specie rara di genio
@Bens. Credo anche io che fosse “una specie rara di genio”… Però non riesco a spiegarmi perché non abbia pubblicato altro. Almeno come Salinger.