Ho finito di leggerlo tre mesi fa e ancora oggi di tanto in tanto mi ritrovo a perdermi nei ricordi de La taverna del Doge Loredan, il primo e per il momento unico libro di Alberto Ongaro che possiedo.
Ieri sera ne ho parlato a cena con una coppia di amici. Non conoscevano Ongaro. Corto Maletese e Hugo Pratt sì, ovviamente.
Alberto Ongaro è molto bravo e troppo sconosciuto. Ed è un peccato.
In un primo momento avevo pensato di proporre alla nostra ministra Gelmini di far leggere nei licei La taverna del Doge Loredan al posto dei Promessi Sposi.
Stupidamente pensavo fosse il modo perfetto per farlo conoscere e conferirgli la giusta posizione nella storia della letteratura italiana.
Il mio entusiasmo per Ongaro mi stava portando a suggerire una terribile punizione.
Non riesco a pensare nulla di peggiore per uno scrittore che assistere alla dissezione brutale e singhizzante della propria opera.
Una lettura frammentata finalizzata alla produzione di sempre inutili e superficiali analisi. Una lettura-spezzatino obbligata e guidata. Il che è una vera e propria contraddizione in termini.
A infastidirmi non è il fatto che mi abbiano costretta all’analisi del personaggio di Lucia al secondo capitolo dei Promessi Sposi, ma che mi hanno fatto perdere l’occasione di amare un libro. Hanno impedito che vivessi nella Milano del Seicento che fossi segregata in un castello.
Forse vorrei frequentare un corso universitario di letteratura italiana in cui mi venisse spiegata la struttura narrativa de La taverna del Doge Loredan. Forse vorrei solo qualcuno con cui parlare dei quattro libri che questo romanzo contiene.
Il libro che Schultz trova, quello che Schultz scrive aggiungendo la sua vicenda e nel quale decide di entrare, quello di cui Schultz fa parte come mero personaggio di un misterioso autore che si intravede nelle ultime pagine e infine c’è il libro edito dalla Piemme.
In giro per il web si dice che Ongaro è noioso. Io non trovo. Può essere un po’ faticoso, ma non di certo soporifero. Forse questi individui definirebbero anche Il nome della rosa noioso.
Come il best seller di Eco La taverna del Doge Loredan è libro che parla di altri libri.
Ed è un capolavoro. Semplicemente.
Alberto Ongaro, La taverna del Doge Loredan, Piemme (€ 5,90).
[...] Per approfondire consulta la fonte: La taverna del Doge Loredan « Ovunque libri [...]
[...] molto bello. Sicuramente fuori dai canoni. Sicuramente non semplice. Ne parla con entusiasmo anche Ovunquelibri. I motivi per cui è piaciuto a me sono intuibili, credo: su tutti, il doppio piano vero-non vero, [...]
Io sono impazzita per cercare “La versione spagnola”, l’ho ordinata anche in libreria e non è mai arrivata. Alla fine me ne sono dimenticata. Sto girando per blog per promuovere alcune novità thriller e fantasy e la tua recensione mi ha rammentato quel libro introvabile. Vado a ordinarlo.
Monica
Neppure io sono riuscita a trovarlo. Non ancora!
Grazie per la visita!