Nei libri capita di incontrare dei personaggi di una negatività e cattiveria temibile per i quali non puoi però esimerti dal provare una certa empatia.
Quando sopraggiunge la morte di questi personaggi – sia anche una morte catartica, esemplare, profondamente giusta e provvidenzialmente dovuta a un deus ex machina da tragedia greca – non puoi fare a meno di dispiacertene.
La Sensei di Esbat è una di questi.
Tutto ha inizio grazie a lei, a causa sua. E’ la forza propulsiva di tutto il romanzo.
La Sensei è la disegnatrice di un famosissimo manga. E’ una donna ricca e realizzata con un’infanzia di solitudine e povertà. E’ una donna metodica, estremamente razionale e profondamente infelice.
La sua vita sarebbe continuata tra un calice di champagne alla fine di una consegna importante e una casa perfetta con vista mare se il gelido, superbo e divino Hyoutsuki non fosse arrivato nel nostro mondo per chiederle di cambiare il finale del suo manga.
Hyoutsuki è un demone. Occhi gialli da felino, chioma d’argento, artigli, corpo da statua. Bellissimo e totalmente ignorante di tutto ciò che riguarda gli uomini.
Commette per presunzione l’errore di svelare alla Sensei il potere che le appartiene.
E’ l’inizio del dramma.
La Sensei si trasforma, sconvolta dalla passione per Hyoutsuki.
Sembra una baccante. Dimostra tutta la sua umanissima forza disumana. E’ un’innamorata razionale. Usa fino all’estremo il suo libero arbitrio, la sua volontà.
Quando la dai per spacciata, quando la vedi già ingoiata dall’abissale vortice dell’impossibile salvezza si aggrappa al nulla con tutta la sua determinazione a sopravvivere e ci riesce.
La Sensei vive. Finisce il manga. O meglio disegna un possibile finale del manga. Viaggia. Pensa al futuro, nuovi progetti, nuove storie. Ma il destino si chiude su di lei come un cerchio ineluttabile.
Varrebbe la pena leggere Esbat solo per la Sensei.
Ma ci sono ben altri motivi per farlo e per aspettare ansiosi che la trilogia sia completa. In primo luogo la trama originale. Non assomiglia a nessun altro romanzo. Poi lo stile. La scrittura è asciutta, calibrata, efficace. La perfettamente plausibile relazione tra mondo reale e fantastico. Poi ci sono altri due personaggi che immagino avranno uno sviluppo esponenziale nei prossimi libri: Yobai il demone che cita il Simposio di Platone e Ivy l’adolescente umana che cerca di cancellare il grigio topo dei suoi capelli.
Lara Manni, Esbat, Feltrinelli (16,50 €)
Non so come ringraziarti. Recensione splendida, e soprattutto hai reso giustizia ad un personaggio che amo dal profondo del cuore, la Sensei. Grazie!
[...] Due grazie By Lara Manni Due segnalazioni. Ovunquelibri ha dedicato a Esbat una recensione meravigliosa: leggetela! [...]