Questo è un romanzo da portarsi in spiaggia. O da leggere in una sera d’estate quando la città è semi deserta. Quando puoi tenere la finestra aperta perché la casa di fronte è stata abbandonata in favore di qualche località marittima.
La voce narrante è quella di Gioiello d’Oriente, una principessa manciù. Figlia della quarta concubina e del principe Su. Una donna che non accetta il destino che gli altri stabiliscono per lei.
Viene prima ceduta allo zio Kawashima. Costretta a lasciare la madre e la sua terra per il Giappone. Ha otto anni. Grazie al suo carattere forte e ribelle e alle cure della domestica Desolata riesce a sopravvivere nella nuova famiglia.
Quando sembra aver trovato la felicità, tutto le crolla addosso. Il suo amante amato rifiuta la sua proposta di matrimonio e le svela che, non solo è mal vista da tutti, ma anche che è stata promessa in sposa a un principe mongolo.
Così Gioiello d’Oriente, una splendida e smaliziata diciannovenne, si trova in Mongolia. Una distesa infinita di pianure ghiacciate dove gli uomini e donne vivono a stretto contatto con i cani.
Ma non si arrende al destino. Non abbraccia la filosofia della suocera che le dice “La vita in fondo si riduce al viaggio che dobbiamo compiere. Guardarci alle spalle serve solo a rallentarci”(p.95). Riesce a scappare e a vivere a suo modo. E’ l’inizio del suo viaggio.
La voce di Gioiello d’Oriente racconta tutto questo. Una voce che ho immaginato roca per le sigarette. Con un incedere sensuale e dolce come il miele che ha ricevuto come regalo di nozze dalle matrigna.
Nel romanzo non si racconta solo la straordinaria vita di una donna che viola tabù e convenzioni. Sarebbe un errore anche considerarlo un romanzo leggero. Puro intrattenimento.
Tra la descrizione di un amplesso e quella di una persona amica c’è spazio per alcune riflessioni sul momento storico. Sui luoghi nei quali Gioiello d’Oriente vive. Sul comunismo che “è alieno alla natura umana” perché “i forti avranno sempre la meglio sui deboli, l’olio galleggerà sempre sull’acqua, e non c’è altro da dire. Sia che si tratti di un imperatore o di un dittatore, entrambi hanno bisogno di una classe inferiore da governare” (p.158).
Un romanzo da leggere con attenzione.
Maureen Lindley, Il diario segreto di Gioiello d’Oriente, Neri Pozza (17 €).