“Tomizza era un viaggiatore. Il viaggiatore è una figura antica della storia dell’umanità. È anche un personaggio “moderno” (dall’antichità a oggi). Figura del desiderio di conoscenza. Del superamento delle barriere, delle superstizioni, dei pregiudizi. [...] Parlava spesso dei suoi viaggi. Come per tutti i veri viaggiatori, questi viaggi erano la scoperta di tesori [...]”.
“Tesori, per lui, fatti non di parole vaporose, di idee intraviste attraverso un alone o interpretazioni altrui, ma composti di fatti e di figure, di cose e di problemi, di ambienti e di paesaggi” (p. 9-10).
Sono le parole di Elvio Guagnini nella presentazione di una raccolta di articoli di Fulvio Tomizza. Una raccolta da leggere lentamente. Da gustare per scoprire un giornalista, uno scrittore e un viaggiatore straordinario.
Tutti gli articoli raccolti in questa antologia curata da Marta Moretto sono stati pubblicati tra il 1962 e il 1994. Ripercorrono il viaggio di una vita.
“Un percorso che, dall’Istria e da Trieste, ha condotto l’autore in Europa e in altri continenti per riportarlo [...] all’area adriatica di partenza (p. 13). Un nostos, meno famoso di quello compiuto da Odisseo, ma anch’esso guidato da un’insaziabile curiosità intellettuale.
Tra le tappe di questo viaggio una mi sta particolarmente a cuore. Quella racconta in un articolo del 1979 intitolato Nella Sicilia di Vittorini.
Tomizza si trova per la prima volta in Sicilia e “potendo disporre di un paio di giorni di libertà” (p. 157) decide di noleggiare una automobile che lo portò “irresistibilmente [...] a compiere l’itinerario dei personaggi” di La città del mondo, il romanzo di Vittorini che non era riuscito a terminare.
“Erano giornate nuvolose di novembre e l’improvviso foro di un raggio di sole si posava su un colle poco alberato per accentuare l’incantevole varietà del terreno [...] il bianco dell’argilla che s’incupiva in tonde macchie sotto il mandorlo, il carrubo, l’ulivo. [...]”
“Afferravo finalmente la prosa del Vittorini e soprattutto il suo illuminarsi improvviso e per nulla, che sempre mi era parso calcolato e gratuito e che ora sembrava invece cerebrale un ignoto e antico rito” (p. 157-158).
Ero sorpresa da come Tomizza sia riuscito a carpire l’essenza segreta della Sicilia e l’intima natura dei siciliani con un viaggio in automobile. Ascoltando i paesaggi dell’entroterra siculo e le risposte “caute ed evasive [...] di gruppi di vecchi fermi sul sagrato” (p. 158), dei benzinai, venditori di asparagi e guardie civili.
E ogni articolo di Tomizza rivela e svela l’inaspettato.
Marta Moretto (a cura di), Adriatico e altre rotte. Viaggi e reportage, Diabasis (18 €).