La Piantagione è l’ultimo romanzo di Calixthe Beyala pubblicato in Italia. Ambientato nello Zimbabwe del 2000 mescola, come in Marquéz e Allende, storie d’amore ed eventi storici in un viluppo di personaggi tratteggiati con vividezza e ironia.
Trova improprio questo accostamento? Quali sono i suoi riferimenti letterari?
I miei riferimenti letterari sono gli stessi di chi ama leggere, vale a dire i grandi classici della letteratura mondiale. E’ inevitabile poi che il lettore trovi rimandi o riferimenti più o meno precisi ad altri libri che ha letto. Una volta che il libro è stato scritto, l’autore ne perde la proprietà e lo affida al lettore. E’ per questo che un romanzo può avere diverse interpretazioni a seconda di chi lo legge. Questo è il bello della scrittura.
Un aspetto della sua scrittura che mi ha colpita è la sua capacità di scavalcare i generi, di fondere insieme il tono leggero del romanzo rosa e le immagini forti del noir. Il risultato è stupendo, come ci riesce?E’ una questione di stile o una necessità espressiva?
Non saprei dire come ci riesco, diciamo che mi viene naturale. Io scrivo così perché così vedo le cose. In effetti, questo stile è una necessità espressiva costante in tutti i miei romanzi.
Tra i tanti temi affrontati in questo romanzo c’è quello dell’identità. Una identità che si fonda non su una differenza razziale, sociale, religiosa, etnica, ma che “è un fatto di vibrazione” (p.395). Lei, con il suo vissuto, nata a Douala (Camerun) e dall’età diciassette anni in Francia, come vive la sua identità?
Mi ritengo ovviamente e innanzitutto un individuo ben specifico e dopo un’afro-europea. Esattamente come chiunque risieda stabilmente e da tempo in un paese occidentale ne ho assorbito le categorie culturali. Per questo trovo assurdo rinviare qualcuno a un presunto paese di origine quando ha metabolizzato la cultura del posto in cui è nato.
La protagonista del suo romanzo,Blues Cornu, sceglie l’amore per la sua terra mettendo in secondo piano l’amore. Perché lo fa?
In Africa le donne sono meno dipendenti dall’uomo. L’amore è importante, come dappertutto, ma ci sono altre cose importanti, non è l’unica cosa per la quale valga la pena vivere. C’è il lavoro, ma anche l’amicizia con le altre donne, la sorellanza. In Africa, una donna può crescere da sola un figlio perché intorno a lei si sviluppa una fitta rete di solidarietà che non la farà mai sentire sola.
La famiglia Cornu ruota inizialmente attorno al capofamiglia Thomas, il bianco sicuro della legittimità dei propri possedimenti perché “noi abbiamo costruito il nostro patrimonio con il sudore della fronte” (p.200). Che cosa impara da lui Blues?
C’è differenza tra i colonizzatori, venuti a saccheggiare una terra dando in cambio disprezzo e uccisioni e chi, come Thomas Cornu, si è radicato in quella terra per lavorarla. È questo che Blues recepisce, il fatto che i latifondisti come suo padre sono essenzialmente diversi dai coloni. Ovviamente è ingiusto che il 2% della popolazione concentri nelle sue mani la totalità delle ricchezze, ma non ha senso contrapporre a quest’ingiustizia un’altra ingiustizia e sottrarre completamente le terre a chi le aveva fatte prosperare per darle in mano agli “amici” del Presidente.
“Al mondo non esistono innocenti, signor Cornu. Esistono solo creature di cui ignoriamo i crimini” (p. 207). Lo dice il sanguinario colonnello Comorès quando arresta Thomas. Che cosa significa esattamente?
Nessuno può dire di essere senza colpe finché nel mondo ci saranno ingiustizie e disparità così evidenti. Fino a poco tempo fa l’Occidente ha voluto imporre un neocolonialismo impartendo lezioni su come governare e chi tenere al potere. Oggi però i giovani non accettano più questo stato di cose, anche perché l’Occidente non è più l’unico interlocutore economico. L’Africa è diventata importantissima anche per l’India e la Cina. Ecco perché non è più possibile considerare i paesi del continente africano come i fratelli minori di quello europeo.
Lei è una donna impegnata politicamente, nel senso originario e autentico del termine. Quale sono le cause per le quali si batte? Che cosa è il Collectif Egalité?
Mi batto affinché gli africani che nascono e vivono in Europa siano riconosciuti pari agli altri cittadini, che siano finalmente considerati afro-europei. Inoltre, mi batto per i diritti delle donne, che sia in Europa o in Africa. Il Collectif Egalité milita affinché le minoranze abbiano dei rappresentanti sul piccolo schermo, dei presentatori di telegiornali, per esempio, che godano di una percentuale più alta di visibilità in quanto cittadini a pieno diritto di un paese.
La ringrazio di cuore. Vuole aggiungere qualcosa?
Sì, vorrei ricordare che è necessario che gli esseri umani si rendano finalmente conto di essere fratelli. Fino a quando non ci sarà il rispetto dell’altro e della sua integrità, andremo sempre incontro a guerre e a tragedie umanitarie.
Calixthe Beyala, La piantagione, Epoché, (16,50 €).