
“Il viaggio paradossalmente dovrebbe essere un arricchimento. Tu parti con una sporta vuota e man mano che vai avanti, ci metti delle cose. Quindi dovresti partire leggero e tornare pesante. Invece succede il contrario.
Nei viaggi si parte sempre pesanti, pieni di cose ingombranti e si torna leggeri. [...] Tu parti con la convinzione che sei tu a dover fare il viaggio e invece è il viaggio che ha fatto te.”
L’ha detto Paolo Rumiz presentando il suo ultimo libro: La leggenda dei monti naviganti.
Rumiz è un giornalista triestino. Di quelli che non stanno perennemente chiusi nella redazione. Editorialista, inviato speciale. Croazia. Bosnia Erzegovina. Islamabad. Kabul.
Rumiz viaggia. Osserva e ascolta. Scopre e racconta. È un reporter.
Non solo quando si trova nell’area dei Balcani. Lo è sempre. Anche quando s’imbarca.
“Imbarcarsi è un verbo d’azione perfetto per chi si ostina a navigare in un paese che ha dimenticato se stesso. L’Italia” (p.22).
La leggenda dei monti naviganti è il racconto di una fuga che diventa viaggio.
Un viaggio di 8 mila chilometri. Lungo “la spina dorsale fisica del paese” (p.13). Un viaggio che parte dal mare. E arriva sul mare.
Durante la traversata si incontrano luoghi vicini e dimenticati. Valli dove non esiste elettricità. Ferrovie abitate da mufloni. Santuari. Case cantoniere.
Si incontrano due mondi. Le Alpi celebri e gli Appennini arcaici.
E soprattutto si incontrano gli abitanti di questi mondi. Guide casuali. Compagni di viaggio. E “giardinieri di Dio”. Guardiani di microcosmi che si oppongono “all’insensata monocultura del mondo contemporaneo” (p.13).
Nel libro ci sono storie. Parole. Vite. E le splendide fotografie di Monika Bulaj.
Un libro da leggere. E non perché è stato pluripremiato (Premio Grinzane Montagna 2007 – Premio Chatwin, Sezione Viaggi di carta 2007 – Premio Stresa 2007 – Menzione speciale del “Premio l’Albatros citta` di Palestrina”).
Ma perché ci insegna a scoprire ciò che stiamo dimenticando.
Paolo Rumiz, La leggenda dei monti naviganti, Feltrinelli, (18 €).
Desiderei mettermi in contatto con Paolo Rumiz per organizzare un incontro nella mia città (Lucera – FG).
Potreste aiutarmi? Grazie.
Io contatterei l’ufficio stampa di Feltrinelli (il suo editore). Non sarà facile…