Leggere i giornali di oggi è stato un inferno! Ho analizzato ogni articolo. Letto e riletto. L’ho vivisezionato. Ero ufficialmente a caccia di marchette nascoste.
Dietro ogni virgolettato ho visto complotti. Corrotti giornalisti. Addette degli uffici stampa sensuali come Mata Hari.
Insomma, mi sono persa immaginando ipotesi inverosimili. Mi sono lasciata prendere la mano. E la fantasia ha avuto la meglio sull’oggettività.
Ma la mia galoppante fantasia non è del tutto infondata. E’ ispirata dalla lettura di un libro: E’ la stampa, bellezza! L’autore è un giornalista milanese.
“Da una decina d’anni lavora in uno dei più diffusi giornali italiani”. Ecco le poche informazioni che su di lui l’editore ha divulgato nella quarta di copertina.
Ha preferito mantenere l’anonimato. E come dargli torto? Racconta i segreti della vita di redazione. Dalla macchinetta del caffè, agorà della redazione, ai viaggi merenda. Da come si fa un’intervista a come si scrive una marchetta.
Il tutto viene scritto con un tono divertente. Talmente divertenti e talmente assurde paiono le dinamiche raccontante che è molto facile dimenticare che non si tratta di un’opera di invenzione. Ma della realtà.
Ma lo scopo del libro “non è quello di denunciare la sporcizia che si annida nelle redazioni dei giornali italiani [...] ma, piuttosto, spiegare come un giovane che voglia iniziare questo mestiere possa sopravvivere a essa” (p. 8-9).
E, allo stesso tempo, svelare come “molte delle righe che ognuno legge sul ‘suo’ giornale sono il frutto di un intreccio di rapporti amicali, politici e giochi di forza all’interno della redazione di quel giornale” (p. 9-10).
Leggendolo perderete la vostra ingenuità. Diventerete più sensibili alle sfumature semantiche. Più consapevoli.
Certo, l’altra faccia della medaglia è che sorseggiare tè sfogliando riviste non avrà più lo stesso sapore. Io lo trovavo molto rilassante. Mi faceva sentire molto “signora bon-ton”.
Spero di non dimenticare due cose veramente essenziali per la mia sopravvivenza: “il vero cliente dei giornali è la pubblicità” (p.10) e la cosiddetta Norma Generale del Giornalismo Universale:
“E’ più facile sbagliare pubblicando una notizia falsa che sbagliare non pubblicando una notizia vera” (p. 18).
Anonimo, E’ la stampa, bellezza! Manuale di sopravvivenza per chi scrive sui giornali e per chi li legge, Orme Edizioni, (10 €).