La mia terra. La terra dei miei genitori. Dei miei nonni. Un’isola incantata e dannata. Famosa ai tempi di Virgilio per il miele degli Iblei. Per i cannoli di Totò ai nostri giorni.
La Sicilia è sempre stata una terra di contrasti. Di inconciliabili antitesi.
Terra feconda e arida. Terra di mafia e di eccellenze. Terra di antichità greche e di un grande polo petrolchimico. Di spiagge meravigliose e villette abusive con scarico a mare. Di pomodorini D.O.C., barocco e trivellazioni.
Trivellazioni per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi “all’interno di un’area di 746,137 chilometri quadrati” (p. 15). Nei quali è compreso anche il Val di Noto.
Il dossier di Gabriella Tiralongo si occupa di questo. Del rapporto intuitivamente impossibile tra turismo culturale, agricoltura biologica e trivellazioni. In una specifica zona tra le province di Siracusa e Ragusa.
Gabriella Tiralongo. Avvocato. Vice Procuratore Onorario presso la Procura della Repubblica di Siracusa. Giornalista da cinque anni. Per passione.
Ed è stata la passione per la propria terra a farle affrontare questo tema. Prima con degli articoli proposti alla redazione siracusana de La Sicilia. Poi, quando il tutto è passato alla sede regionale, con un libro.
Un lungo dossier. 79 pagine di fatti comprovati. Nessuna foto a colori su carta patinata. 79 pagine di “contenuto”. Per ricostruire con precisione una disputa, iniziata a novembre 2001 e non ancora conclusa.
Un dossier scritto con una prosa asciutta. Senza alcun ornamento stilistico. Tiralongo è una donna concreta. Non si perde in divagazioni. Una donna concreta e intelligente. Ha raccolto tutte le informazioni disponibili. Con obiettività. Non ha permesso che le sue opinioni pregresse si trasformassero in ingombranti paraocchi.
“Quando ho iniziato questo percorso avevo le idee più chiare, sembra assurdo, ma è così. Alla fine della mia ricerca mi ritrovo con maggiori informazioni, ma, al tempo stesso, con ulteriori dubbi.” (p. 77).
Così è successo anche a me. Ho iniziato a leggerlo. Ero sicura di che cosa fosse giusto fare per la Sicilia. Nessun dubbio. Nessuna domanda residua. L’ho finito e in testa rimbalzano mille perplessità.
Ha ragione Tiralongo quando scrive che il dato più allarmante è che “non esiste un piano regionale, né un’analisi di costi-benefici rapportati in un ragionevole arco di tempo che possa indurre a considerare conveniente questa strategia di sviluppo.” (p.77).
Gabriella Tiralongo, La disputa. Le trivellazioni nel Val di Noto, Sampognaro & Pupi (7 €).