Già da un po’ di tempo avevo l’impressione che alcuni romanzi sgradevoli potessero comunque essere definiti “belli”. Adesso ne ho la certezza.
Ho letto l’ultimo romanzo tradotto in italiano di Corman McCarthy. Il Premio Pulitzer 2007.
Un testo angosciante. Apocalittico. Lugubre. Umido e bruciato. Terribile. Orripilante.
E nonostante tutto ciò bellissimo.
Vera letteratura. Ogni parola è calibrata. Scelta con cura. Ogni parola è un pugno. Ti destabilizza. Ti nausea. Ti brucia.
E nonostante ciò continui a leggere.
La storia raccontata da McCarthy è il lungo cammino di un padre e di un figlio. Un cammino infinitamente lungo. Verso sud. Percorso lungo una strada deformata. Una striscia di asfalto sgarrupato che collega il nulla con il niente. La distruzione con la devastazione.
Padre e figlio. Insieme “[...] sulla strada. Lui spingeva il carrello e aveva lo zaino in spalla. Negli zaini c’erano le cose essenziali. Casomai avessero dovuto abbandonare il carrello e fuggire. Alla maniglia del carrello era attaccato un retrovisore da motocicletta cromato che l’uomo usava per tenere d’occhio la strada dietro di loro. Si risistemò lo zaino sulle spalle e scrutò la terra devastata in lontananza. La strada era deserta” (p. 5).
O almeno è deserta per la maggior parte del tempo. Perché padre e figlio sono soli. Ma non sono gli unici sopravvissuti. Ci sono altri uomini sulla strada. Ci sono altri “buoni”.
Ma ci sono anche i “cattivi”. Bande di uomini che hanno perso, nella bramosia di vita, tutta la loro umanità. Non-uomini amorali. Che si cibano di individui della loro stessa specie. Non-uomini da cui bisogna nascondersi. Proteggersi. Salvarsi.
Ma i “cattivi” non rappresentano il pericolo maggiore.
La vera sfida è svegliarsi dopo una notte trascorsa all’agghiaccio. La vera sfida è sopravvivere a ogni singola notte. A ogni singolo giorno di cammino verso sud. Agli orrori che rimangono appiccicati alla memoria. Che tornano la notte sotto forma di osceni incubi.
La vera sfida è trovare ad ogni passo la forza di farne ancora un altro.
Cormac McCarthy, La strada, Einaudi (16,80 €).
Prima era meno catastrofico Cormac, sarà la vecchiaia B.
Meglio catatrofico che erotomane! :)
Grazie, Bens, per il commento.
[...] Un’angoscia simile e difforme a quella che ho provato leggendo La strada. [...]